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Resine e lignina
Il ruolo delle resine naturali e della lignina nel pellet
La lignina è il legante naturale del pellet, mentre resine e altre sostanze estraibili sono uno dei motivi per cui il legno di conifera ha un potere calorifico leggermente più alto. Spieghiamo il loro ruolo sulla base dei dati disponibili.
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Lignina, resine, estrattivi
Tre concetti che vengono spesso confusi:
- Lignina: polimero naturale presente nelle pareti cellulari del legno, sia di conifera sia di latifoglia. Irrigidisce il legno e, cosa importante per il pellet, si ammorbidisce a temperatura elevata.
- Resine: sostanze prodotte soprattutto dalle conifere (tra cui pino e abete rosso) e accumulate nei canali resiniferi.
- Sostanze estraibili (Composti che si possono estrarre dal legno con un solvente: resine, acidi grassi, terpeni, tannini e altri.) (estrattivi): un gruppo più ampio, di cui fanno parte le resine ma anche, per esempio, i tannini presenti nella quercia.
Che cosa tiene insieme il pellet
Durante la pellettizzazione la farina di legno viene spinta attraverso i fori della trafila. Attrito e pressione alzano la temperatura, la lignina si ammorbidisce e lega le particelle, e dopo il raffreddamento il pellet indurisce. Per questo sono così importanti il condizionamento (vapore o acqua prima della pressatura) e il raffreddamento dopo la pressatura: maggiori dettagli nell'articolo come si produce il pellet.
Ne deriva una conclusione importante: la resistenza del pellet dipende soprattutto dalla gestione del processo produttivo (macinazione, umidità della materia prima, prima della pressatura, temperatura e grado di compressione nella trafila) e non dalla specie in sé. La materia prima di conifera e quella di latifoglia richiedono regolazioni diverse, ma da entrambe si può ottenere un pellet resistente o friabile.
L'effetto sul potere calorifico
Sulla sostanza secca il legno di conifera ha un potere calorifico leggermente più alto di quello di latifoglia. Nei dati VTT per il legno di tronco: pino silvestre 19,31 MJ/kg, abete rosso 19,05 MJ/kg, betulla pubescente circa 18,6–18,7 MJ/kg; gli autori collegano questa differenza al maggiore contenuto di lignina e resine nel legno di conifera[44]. Nella stessa direzione vanno i valori tipici riportati dalla FAO (riferiti alla sostanza secca senza ceneri: conifera 19,2, latifoglia 19,0 MJ/kg)[45].
| Specie | MJ/kg (s.s.) |
|---|---|
| Pino silvestre | 19,31 |
| Abete rosso | 19,05 |
| Betulla pubescente | circa 18,6–18,7 |
Fonte: VTT Technology 272 (2016)[44]. Sono valori riferiti al legno, non a pellet specifici. Il pellet si valuta sul tal quale, cioè tenendo conto dell'umidità.
Una differenza tra specie di pochi punti percentuali sulla sostanza secca è reale, ma un aumento dell'umidità può annullarla: ogni punto percentuale d'acqua abbassa il potere calorifico sul tal quale. Per questo confrontiamo i pellet in base al risultato sul tal quale riportato nel rapporto, non in base alla specie legnosa.
Additivi al posto della lignina?
Quando la materia prima si lega con più difficoltà, il produttore può usare un additivo. ENplus ammette additivi di origine agricola o forestale (per esempio amido, farina di mais o fecola di patate, olio vegetale, lignina da processo al solfato) fino al 2,0% in massa complessivo, di cui al massimo l'1,8% in produzione e al massimo lo 0,2% di additivi aggiunti dopo la produzione (per esempio oli di rivestimento)[1].
Falsi miti sulla resina
Domande frequenti
Il pellet di conifera è incollato con la resina?
No. Il legante principale è la lignina, un componente delle pareti cellulari di ogni legno, di conifera e di latifoglia. Alla temperatura di pressatura si ammorbidisce e, dopo il raffreddamento, indurisce il pellet. Le resine sono un componente in più del legno di conifera, non una colla.
L'aggiunta di amido significa un pellet peggiore?
Non necessariamente. Gli additivi di origine agricola o forestale, per esempio l'amido, sono ammessi in ENplus fino al 2,0% in massa complessivo. Aiutano con materie prime che si legano con più difficoltà. L'importante è che il produttore li dichiari e che i parametri del pellet rientrino nei requisiti.
- [1]
European Pellet Council / Bioenergy Europe, DEPIapprovato il 18/06/2025, in vigore dal 01/01/2026Schema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
Allegato A, tabella 4 (valori limite) e tabella 5 (materia prima). Limiti identici a quelli della 1ª edizione; il metodo di determinazione dei fini è passato alla ISO 5370.
- [44]
VTT Technical Research Centre of Finland2016Fonte scientificaconsultato il: 11/09/2026
- [45]
Krajnc N., Wood Fuels Handbook (si apre in una nuova scheda)
FAO2015Fonte scientificaconsultato il: 11/09/2026
Tabella 10 — valori tipici secondo la CEN/TS 14961:2010.
I contenuti sono un'elaborazione redazionale basata sui documenti indicati. I valori limite vanno sempre confermati nell'edizione vigente della norma o del documento dello schema di certificazione.
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