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Qualità e verifica
Certificazioni del pellet: ENplus, DINplus, ISO 17225-2, FSC e PEFC
ENplus e DINplus riguardano la qualità del combustibile; FSC e PEFC l'origine del legno. ISO 17225-2 è invece una norma tecnica. Spieghiamo le differenze, chi rilascia il certificato e come verificare in pochi minuti il numero ENplus prima dell'acquisto.
In questa pagina
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- 01Confronto tra le certificazioni
- 02Certificato di prodotto e di origine del legno
- 03ENplus: come funziona lo schema
- 04Classi ENplus A1, A2 e B
- 05ISO 17225-2 ed ENplus
- 06DINplus
- 07Requisiti di legge in Polonia
- 08Chi rilascia il certificato
- 09Come verificare il pellet
- 10Perché verificare il marchio nel registro
Sui sacchi di pellet si possono trovare diversi marchi. Non sono equivalenti: ciascuno risponde a una domanda diversa. ENplus e DINplus riguardano la qualità del combustibile e vengono rilasciati dopo un audit. ISO 17225-2 è una norma che definisce le classi di qualità, ma di per sé non è un marchio. FSC, PEFC e SBP riguardano l'origine del legno. Il regolamento polacco del 2025, invece, fissa un minimo di legge, non uno standard di qualità «premium».
Confronto tra le certificazioni del pellet
La tabella mette a confronto i marchi principali. La colonna «Ambito» è decisiva: separa i certificati di qualità del combustibile da quelli sull'origine della materia prima.
| Marchio | Cosa certifica | Ambito | Chi gestisce / rilascia | Come verificare | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| ENplus A1 | Qualità del pellet lungo l'intera filiera (produttore, distributore, servizi). Classe più alta: ceneri ≤ 0,70%, durabilità ≥ 98,0%, temperatura di deformazione delle ceneri ≥ 1200 °C[1] | Qualità del combustibile | EPC / Bioenergy Europe (in Germania DEPI); il certificato è rilasciato da un organismo di certificazione accreditato | Numero ENplus ID nella banca dati dei produttori o dei distributori; modello di sacco nell'app ENplus[3],[5] | Materia prima: legno di tronco e residui dell'industria del legno non trattati chimicamente |
| ENplus A2 | Come A1, con limiti meno severi: ceneri ≤ 1,20%, durabilità ≥ 97,5%, azoto ≤ 0,5%[1] | Qualità del combustibile | come sopra | come sopra | Ammette anche alberi interi senza radici e residui delle utilizzazioni forestali |
| ENplus B | Ceneri ≤ 2,00%, durabilità ≥ 97,5%, azoto ≤ 1,0%, cloro ≤ 0,03%[1] | Qualità del combustibile | come sopra | come sopra | Nessun limite di fini per i sacchi; ammette legno post-consumo non trattato chimicamente (escluso quello da demolizione) |
| DINplus | Pellet di classe A1 secondo DIN EN ISO 17225-2, più ispezione annuale della produzione, prelievo di campioni e controllo interno obbligatorio[28] | Qualità del combustibile | DIN CERTCO (gruppo TÜV Rheinland); le ispezioni sono svolte anche da enti esterni | Banca dati dei certificati DIN CERTCO[30] Dati da verificare: La banca dati DIN CERTCO non era accessibile al momento della verifica | Solo classe A1 |
| ISO 17225-2:2021 | Norma: definisce le classi A1, A2, B (usi commerciali e domestici) e I1–I3 (usi industriali)[11] | Qualità del combustibile (specifica) | ISO / comitato tecnico TC 238 | Rapporto di prova del singolo lotto con riferimento alla norma | La norma in sé non è un marchio: non esiste un registro del «pellet ISO» |
| FSC | Catena di custodia (Chain of Custody): il legno proveniente da foreste gestite secondo gli standard FSC è tracciato in modo affidabile dalla foresta al prodotto[31] | Origine del legno | Forest Stewardship Council | Motore di ricerca dei certificati FSC (beta) e pannello pubblico[32] | Non dice nulla su ceneri, umidità o durabilità |
| PEFC | Catena di custodia: materia prima da foreste certificate PEFC, da riciclo o da fonti controllate[33] | Origine del legno | PEFC | Motore di ricerca «Find certified»[34] | Come FSC, non è un certificato di qualità del combustibile |
Valori limite ENplus secondo ST 1001:2022 (ed. 2), tabella 4. Descrizione di DINplus confermata su una fonte secondaria (Holzforschung Austria); il documento del programma DIN CERTCO non era accessibile al momento della verifica.
Accanto a FSC e PEFC esiste anche SBP (Sustainable Biomass Program), uno schema per l'approvvigionamento responsabile di biomassa legnosa, soprattutto pellet e cippato, adottato principalmente nella produzione di energia industriale e su larga scala. L'elenco dei titolari di certificato è pubblicato dal programma stesso[35]. Come FSC e PEFC, anche SBP non descrive i parametri di combustione.
Certificato di prodotto e certificato di origine del legno
È la distinzione più importante per chi acquista. Il certificato di prodotto (ENplus, DINplus) risponde alla domanda: come brucerà questo pellet? Quante ceneri lascerà, quanta acqua contiene, se si sbriciolerà nella coclea, se le ceneri formeranno scorie. Il certificato di origine (FSC, PEFC, SBP) risponde a un'altra domanda: da dove viene il legno e la catena di approvvigionamento è documentata?[31],[33]
FSC richiede la certificazione della catena di custodia in ogni fase in cui un'azienda acquisisce la proprietà del materiale: solo a queste condizioni il prodotto può portare il marchio FSC[31]. È un'informazione preziosa sulla legalità e sull'approvvigionamento responsabile della materia prima, ma non sostituisce l'analisi delle ceneri o della durabilità meccanica.
ENplus: come funziona lo schema
ENplus è lo schema di certificazione del pellet di legno più conosciuto in Europa. Il documento in vigore è ENplus ST 1001:2022, edizione 2, approvato il 18 giugno 2025 e applicabile dal 1° gennaio 2026. I suoi requisiti, come dichiara il documento stesso, si basano sulla norma ISO 17225-2[1]. La seconda edizione non ha modificato i valori limite; è cambiato il metodo di determinazione dei fini (da ISO 18846 a ISO 5370) e i «coarse fines» sono stati rinominati in frazione grossolana del pellet (CPF) (Frazione 3,15–5,6 mm, cioè frammenti di granuli più grandi della polvere. ENplus ne richiede l'indicazione, senza limite.)[1].
Chi gestisce lo schema
- ENplus International Management: Bioenergy Europe AISBL, rappresentata dallo European Pellet Council (EPC). Gestisce lo schema in tutti i Paesi tranne la Germania.
- DEPI (Deutsches Pelletinstitut): gestisce lo schema in Germania, dove svolge anche il ruolo di organismo di certificazione e di ispezione.
- Licenziatari nazionali (National Licensers): nominati dalla gestione internazionale per gestire lo schema in un determinato Paese.
- Organismi di certificazione: sono loro a rilasciare i certificati. Devono essere accreditati secondo ISO/IEC 17065 (Norma che stabilisce i requisiti per gli organismi che certificano prodotti, processi e servizi.) da un ente nazionale di accreditamento firmatario degli accordi EA/IAF.
- Organismi di prova: laboratori accreditati secondo ISO/IEC 17025 (Norma che stabilisce i requisiti di competenza dei laboratori di prova e di taratura.) (accordi EA/ILAC).
Fonti: definizioni della ST 1001 ed elenco degli organismi di valutazione della conformità sul sito ENplus[1],[8].
Tutta la filiera, non solo lo stabilimento
ENplus certifica non solo i produttori, ma anche i distributori e i fornitori di servizi. È importante anche nella pratica: il pellet può perdere qualità dopo aver lasciato lo stabilimento, durante il trasbordo, il travaso o uno stoccaggio inadeguato. Un esempio di requisito valido per entrambi i gruppi è la regola sulla temperatura: il pellet consegnato sfuso non può superare i 40 °C e, se è più caldo, non può essere consegnato al cliente finale. La regola vale allo stesso modo per produttori e distributori[1].
Formato del numero ENplus ID
Ogni azienda certificata riceve un numero ENplus ID univoco, assegnato dalla gestione dello schema. Nella pagina dedicata ai consumatori è descritto come codice del Paese seguito da tre cifre[5]. L'intervallo numerico rivela il ruolo dell'azienda[3],[4]:
| Tipo di azienda | Intervallo numerico | Cosa significa per chi acquista |
|---|---|---|
| Produttore | XX 001 – XX 299 | Sacco progettato e registrato dallo stabilimento di produzione |
| Distributore (trader) | XX 301 – XX 899 | Il sacco appartiene a un'azienda commerciale; il pellet può essere prodotto da un'altra azienda |
| Fornitore di servizi | XX 901 SP – XX 999 SP | Azienda che fornisce servizi nella filiera del pellet |
ENplus in Polonia
Secondo l'elenco dei partner pubblicato sul sito ENplus, la Polonia non ha attualmente un licenziatario nazionale; l'elenco comprende dodici licenziatari, tra cui quelli di Austria, Repubblica Ceca, Francia, Germania e Italia[9]. In passato la Polska Rada Pelletu (Consiglio polacco del pellet) aveva nello schema lo status di associazione promotrice (NPA)[60], ma non è stato possibile confermarne lo status attualeDati da verificare: Status attuale della Polska Rada Pelletu nello schema ENplus non confermato. Conviene verificare la situazione aggiornata direttamente sul sito ENplus. L'elenco degli organismi di certificazione e di prova, compresi quelli attivi in Polonia, è pubblicato nella pagina degli organismi di valutazione della conformità[8].
Sul mercato polacco la certificazione non è la regola. Lo studio di Drobniak e coautori, che cita dati di Bioenergy Europe, riporta che nel 2022 il certificato ENplus copriva circa il 30% della produzione polacca di pellet di legno[47].
Classi ENplus A1, A2 e B
Le tre classi ENplus si distinguono soprattutto per il contenuto ammesso di ceneri, azoto e cloro, per la durabilità meccanica minima e per la temperatura di deformazione delle ceneri. Umidità, potere calorifico inferiore, massa volumica apparente e zolfo sono uguali per tutte le classi[1].
ENplus A1 · A2 · B — dove le classi si differenziano
- A1
- A2
- B
Ceneri (s.s.)
valore massimo
Durabilità meccanica
valore minimo
Azoto (s.s.)
valore massimo
Cloro (s.s.)
valore massimo
Temp. di deformazione delle ceneri
valore minimo
| Parametro | Stato | Unità | A1 | A2 | B | Metodo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Diametro | tal quale | mm | 6 ± 1 o 8 ± 1 | 6 ± 1 o 8 ± 1 | 6 ± 1 o 8 ± 1 | ISO 17829 |
| LunghezzaAl massimo l'1% in massa può superare i 40 mm; nessun pellet può superare i 45 mm. | tal quale | mm | 3,15 ≤ L ≤ 40 | 3,15 ≤ L ≤ 40 | 3,15 ≤ L ≤ 40 | ISO 17829 |
| Quota di pellet < 10 mmCategorie: L < 20%, M 20–30%, S > 30%. | tal quale | % m/m | indicare valore e categoria | indicare valore e categoria | indicare valore e categoria | Linee guida ENplus |
| Umidità | tal quale | % m/m | ≤ 10,0 | ≤ 10,0 | ≤ 10,0 | ISO 18134 |
| Ceneri | sostanza secca | % m/m | ≤ 0,70 | ≤ 1,20 | ≤ 2,00 | ISO 18122 |
| Durabilità meccanicaDeterminata nel punto di carico del mezzo di trasporto presso lo stabilimento di produzione. | tal quale | % m/m | ≥ 98,0 | ≥ 97,5 | ≥ 97,5 | ISO 17831-1 |
| Massa volumica apparente | tal quale | kg/m³ | 600–750 | 600–750 | 600–750 | ISO 17828 |
| Fini < 3,15 mm (sfuso)All'uscita dallo stabilimento o al carico di big bag e autocisterne destinati agli utenti finali. | tal quale | % m/m | ≤ 1,0 | ≤ 1,0 | ≤ 1,0 | ISO 5370 |
| Fini < 3,15 mm (sacchi)All'uscita dallo stabilimento, durante il riempimento dei sacchi. | tal quale | % m/m | ≤ 0,5 | ≤ 0,5 | — | ISO 5370 |
| Potere calorifico inferioreCorrisponde a ≥ 16,5 MJ/kg sul tal quale. | tal quale | kWh/kg | ≥ 4,6 | ≥ 4,6 | ≥ 4,6 | ISO 18125 |
| Additivi (ad es. amido)In produzione al massimo 1,8%; additivi aggiunti dopo la produzione (ad es. oli di rivestimento) al massimo 0,2%. | tal quale | % m/m | ≤ 2,0 | ≤ 2,0 | ≤ 2,0 | — |
| Azoto (N) | sostanza secca | % m/m | ≤ 0,3 | ≤ 0,5 | ≤ 1,0 | ISO 16948 |
| Zolfo (S) | sostanza secca | % m/m | ≤ 0,04 | ≤ 0,04 | ≤ 0,04 | ISO 16994 |
| Cloro (Cl) | sostanza secca | % m/m | ≤ 0,02 | ≤ 0,02 | ≤ 0,03 | ISO 16994 |
| Temperatura di deformazione delle ceneri (DT)Ceneri preparate a 815 °C; il rapporto deve riportare tutte le temperature caratteristiche. | — | °C | ≥ 1200 | ≥ 1100 | ≥ 1100 | ISO 21404 |
«Tal quale»: il campione nello stato in cui arriva al destinatario (as received); «sostanza secca»: valore riferito alla massa secca (dry basis). Il risultato è conforme se il valore indicato dal laboratorio rientra nel limite.
ENplus richiede inoltre che il pellet non contenga materiali non legnosi né fibre di legno in forma diversa dai granuli (ad es. cippato). I limiti per i metalli pesanti (sostanza secca, mg/kg) sono identici per le tre classi[1]:
| As | Cd | Cr | Cu | Pb | Hg | Ni | Zn |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| ≤ 1 | ≤ 0,5 | ≤ 10 | ≤ 10 | ≤ 10 | ≤ 0,1 | ≤ 10 | ≤ 100 |
Materia prima ammessa
Le classi differiscono anche per il tipo di materia prima (designazioni secondo ISO 17225-1)[1],[13]:
- A1: 1.1.3 Legno di tronco (a); 1.2.1 Sottoprodotti e residui non trattati chimicamente dell'industria del legno (b).
- A2: 1.1.1 Alberi interi senza radici (a); 1.1.3 Legno di tronco (a); 1.1.4 Residui di utilizzazione forestale (a); 1.2.1 Sottoprodotti e residui non trattati chimicamente dell'industria del legno (b).
- B: 1.1 Legno da foreste, piantagioni e altro legno vergine (a); 1.2.1 Sottoprodotti e residui non trattati chimicamente dell'industria del legno (b); 1.3.1 Legno post-consumo non trattato chimicamente (c).
(a) Il legno protetto esternamente con un insetticida non è considerato chimicamente trattato se tutti i parametri chimici del pellet rientrano nei limiti o se le concentrazioni sono trascurabili. (b) Sono ammesse quantità trascurabili di colla, lubrificanti e altri additivi usati nella produzione di segati e di prodotti in legno vergine, purché i parametri chimici del pellet rientrino chiaramente nei limiti. (c) È escluso il legno da demolizione. (ENplus ST 1001:2022, Allegato A, tabella 5)
In nessuna classe è ammessa materia prima marcescente, contaminata o con un'elevata quota di corteccia. Gli additivi ammessi (in totale fino al 2,0%) devono provenire da prodotti agricoli o forestali, ad es. amido, farina di mais, olio vegetale[1].
ISO 17225-2:2021 ed ENplus: le differenze
L'edizione in vigore della norma è la ISO 17225-2:2021 (edizione 2), che ha sostituito la versione del 2014. La nuova edizione ha tra l'altro introdotto come requisito normativo la temperatura di deformazione delle ceneri e un limite superiore per la massa volumica apparente, mentre la massa volumica dei granuli e la frazione grossolana del pellet sono state aggiunte come parametri informativi. La classe B della norma ammette sottoprodotti dell'industria del legno trattati chimicamente e legno post-consumo non trattato chimicamente, a condizione che metalli pesanti e composti organoalogenati non superino i livelli tipici del legno vergine[11].
In diversi punti ENplus è più esigente della norma. I valori ISO in tabella provengono dalla bozza finale (FDIS), perché il testo integrale dell'edizione 2021 è a pagamento: i valori definitivi potrebbero differire leggermente[12].
| Requisito | ENplus (ST 1001:2022) | ISO 17225-2 (secondo FDIS) |
|---|---|---|
| Durabilità meccanica A1, diametro 8 mm | ≥ 98,0% | ≥ 97,5% (D08) Dati da verificare: Valore tratto dalla bozza FDIS |
| Durabilità meccanica, classe B | ≥ 97,5% | ≥ 96,5% Dati da verificare: Valore tratto dalla bozza FDIS |
| Zolfo, classe B (sostanza secca) | ≤ 0,04% | ≤ 0,05% Dati da verificare: Valore tratto dalla bozza FDIS |
| Lunghezza massima del granulo | 45 mm in tutte le classi | 45 mm (A1), 50 mm (A2, B) Dati da verificare: Valore tratto dalla bozza FDIS |
| Fini nei sacchi | ≤ 0,5% (A1, A2) | ≤ 1,0% al carico dello sfuso e al confezionamento Dati da verificare: Valore tratto dalla bozza FDIS |
| Categoria di lunghezza (L / M / S) | Dichiarazione obbligatoria della quota di granuli < 10 mm | non prevista |
| Temperatura del pellet sfuso alla consegna | ≤ 40 °C | non prevista |
| Legno trattato chimicamente e da demolizione | Vietato in tutte le classi | La classe B ammette sottoprodotti trattati chimicamente |
Colonna ISO: valori secondo ISO/FDIS 17225-2 (bozza del 2020); da confermare su una copia acquistata della norma.
Negli altri parametri chiave (umidità ≤ 10%, potere calorifico inferiore ≥ 16,5 MJ/kg tal quale, massa volumica apparente 600–750 kg/m³, ceneri 0,7 / 1,2 / 2,0%) la bozza della norma ed ENplus coincidono[1],[12].
DINplus
DINplus è una certificazione di prodotto gestita da DIN CERTCO, società del gruppo TÜV Rheinland. Riguarda il pellet di classe A1 secondo DIN EN ISO 17225-2 e aggiunge ai requisiti della norma un'ispezione annuale della produzione, il prelievo di campioni di combustibile e un controllo interno della qualità obbligatorio. Holzforschung Austria opera come organismo di ispezione esterno che riferisce a DIN CERTCO, a cui spetta la decisione sulla certificazione[28].
Secondo l'indice del documento del programma «Wood Pellets Class A1 – DINplus», lo schema richiede tra l'altro una durabilità meccanica ≥ 98,0% anche per il diametro 8 mm (la norma ISO ammette per il D08 il 97,5%) e fini ≤ 0,5% nei sacchi piccoli (fino a 20 kg) a fine produzione[29]Dati da verificare: Documento DIN CERTCO non accessibile al momento della verifica: valori tratti dall'indice del motore di ricerca. Lo schema nella versione del 2021 è citato anche dagli autori dello studio sul mercato polacco[47].
Il certificato DINplus si verifica nella banca dati DIN CERTCO, cercando il nome dell'azienda o il numero di registrazione[30]Dati da verificare: Il funzionamento della banca dati non è stato verificato direttamente. A differenza di ENplus, qui non descriviamo i requisiti DINplus per i distributori né le regole di marcatura dei sacchi: non li abbiamo confermati nei documenti del programma.
Requisiti di legge in Polonia: un minimo, non un certificato
Dal 24 maggio 2025 è in vigore il regolamento del Ministro del Clima e dell'Ambiente polacco dell'8 maggio 2025 sui requisiti di qualità della biomassa sotto forma di bricchetti o pellet (Dz.U. 2025 poz. 618, Gazzetta ufficiale polacca). Riguarda pellet e bricchetti immessi sul mercato per le famiglie e per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW[36]. Il ministero indica che i valori sono in linea con i requisiti della norma EN ISO 17225[37].
Il regolamento prevede due serie di requisiti per il pellet: una per gli apparecchi di classe 3, 4 e 5 o conformi ai requisiti di ecodesign (tra l'altro ceneri ≤ 0,70%, durabilità ≥ 98,00%) e una generale (ceneri ≤ 1,20%, durabilità ≥ 97,50%). Non contiene però limiti per i metalli pesanti né per la temperatura di deformazione delle ceneri, né un limite specifico dei fini per i sacchi, né riferimenti ai metodi di prova[36].
Chi rilascia il certificato
Un marchio sul sacco è affidabile solo se alle spalle c'è una valutazione indipendente. Nei singoli sistemi funziona così:
- ENplus: il certificato è rilasciato da un organismo di certificazione accreditato secondo ISO/IEC 17065 e i campioni sono analizzati da un organismo di prova accreditato secondo ISO/IEC 17025. Il numero ENplus ID è assegnato dalla gestione dello schema (EPC, in Germania DEPI)[1],[8].
- DINplus: la decisione sulla certificazione spetta a DIN CERTCO, sulla base dei rapporti degli organismi di ispezione[28].
- FSC e PEFC: il certificato di catena di custodia riguarda l'azienda, non il singolo lotto di combustibile; il numero si verifica nel motore di ricerca del rispettivo sistema[31],[32],[34].
- ISO 17225-2: nessuno rilascia un «certificato ISO» per il pellet. La conformità a una classe della norma è attestata da un rapporto di prova; maggiori dettagli nella sezione analisi di laboratorio.
Diciture come «qualità premium», «classe A1» o «conforme alla norma» senza numero di certificato e senza rapporto di prova sono dichiarazioni del venditore, non un certificato.
Come verificare il pellet prima dell'acquisto?
Verificare un certificato ENplus richiede pochi minuti e nessuna competenza tecnica. Bastano il sacco (o una sua foto) e uno smartphone.
Leggere il numero ENplus ID sul sigillo del sacco
Il sigillo di qualità ENplus si trova sul fronte del sacco ed è alto almeno 20 mm. È composto dal logo ENplus, dal logo della classe (A1, A2 o B) e dal numero ENplus ID, cioè il codice del Paese seguito da tre cifre. I numeri dei produttori rientrano nell'intervallo 001–299, quelli dei distributori nell'intervallo 301–899.
Cercare il numero nella banca dati ENplus e controllarne lo stato
Inserire il numero o il nome dell'azienda nella ricerca dei produttori o dei distributori sul sito ENplus. La banca dati mostra lo stato del certificato: attivo (Active), sospeso (Suspended) o cessato (Terminated). Il pellet con un numero in stato diverso da «attivo» non dovrebbe essere venduto come certificato.
Confrontare nome e indirizzo sul sacco con il registro
Sul sacco devono comparire il nome e l'indirizzo del titolare del modello di sacco: almeno città, codice postale, nome completo del Paese e sito web o e-mail. Questi dati devono corrispondere al titolare del numero registrato sul sito ENplus. Una discrepanza nel nome o nel Paese va chiarita prima dell'acquisto.
Controllare le diciture obbligatorie sul sacco
Confrontare il sacco con l'elenco degli elementi A–H della tabella più sotto: nome del prodotto, dati del titolare del modello, sigillo con numero, diametro, due avvertenze su conservazione e utilizzo, peso netto e numero di serie che identifica l'azienda che ha confezionato, lo stabilimento e la data di confezionamento. Le informazioni devono essere stampate: etichette adesive e scritte a mano sono vietate.
Non considerare una copia del certificato come prova
Una foto o una scansione del certificato inviata dal venditore non ne conferma la validità: il documento ENplus afferma espressamente che la copia del certificato non costituisce una prova sufficiente. Fa fede soltanto la registrazione aggiornata nella banca dati online.
Se il venditore cita FSC o PEFC, verificarlo a parte
Il numero del certificato di catena di custodia FSC o PEFC si controlla nei motori di ricerca dei rispettivi sistemi. Va tenuto presente che conferma l'origine del legno, non i parametri del combustibile.
Cosa deve riportare un sacco di pellet ENplus
Gli elementi obbligatori sono descritti in ENplus ST 1003:2022 (ed. 2), punto 7.2.3, tabella 3[2]:
| Elemento | Requisito |
|---|---|
| A | Nome del prodotto: «Wood pellets» (pellet di legno) |
| B | Nome e indirizzo del titolare del modello di sacco: almeno città, codice postale, nome completo del Paese, sito web o e-mail, coerenti con i dati della banca dati ENplus |
| C | Sigillo di qualità ENplus: logo ENplus, logo della classe e numero ENplus ID; sul fronte del sacco, alto almeno 20 mm. Se nello stesso sacco si miscelano A1 e A2, si può usare solo il sigillo A2 |
| D | Diametro: «6 mm» o «8 mm»; ogni diametro richiede un modello di sacco distinto |
| E | Due avvertenze: conservare in luogo asciutto; utilizzare solo in apparecchi idonei, secondo le istruzioni del costruttore e le norme vigenti |
| F | Peso netto in kg |
| G | Numero di serie che identifica l'azienda che ha confezionato, lo stabilimento e la data di confezionamento (il periodo transitorio si è concluso il 1° gennaio 2025) |
| H (facoltativo) | Proprietà del combustibile: pari ai limiti dell'allegato A o migliori, supportate da risultati di analisi ENplus. Potere calorifico solo tal quale; mai sulla sostanza secca |
Tutte le informazioni devono essere stampate direttamente sul sacco. Etichette adesive e scritte a mano sono vietate e il modello di sacco deve essere approvato e pubblicato sul sito ENplus[2]. Un sacco con il numero su un'etichetta applicata, o con il potere calorifico «sulla sostanza secca» (sempre più alto di quello tal quale, quindi più attraente), dovrebbe mettere in allerta.
Perché non fidarsi della sola stampa ENplus sul sacco
Il marchio ENplus ha un valore commerciale, per questo viene contraffatto. Il programma ENplus Fraud Management ha registrato oltre 1.500 casi di abuso dal 2014. La metà riguardava l'uso non autorizzato del marchio nel marketing, il 20% sigilli ENplus falsi sui sacchi, il 14% certificati falsificati e il 16% altre violazioni. Circa il 70% dei casi si chiude in via bonaria; gli altri finiscono nella lista nera pubblica e sono possibili anche azioni legali[6]. Gli autori dello studio sul mercato polacco segnalano un netto aumento dei certificati falsificati nei due anni precedenti la pubblicazione[47].
La lista nera ENplus comprende le categorie: abuso nel marketing, uso improprio del marchio sul prodotto (sacco) e falsificazione dei certificati. Vi figurano anche aziende polacche. Non facciamo nomi: la lista aggiornata si trova direttamente sul sito ENplus[7].
Il certificato non esonera nemmeno dal valutare il prodotto in sé. Anche con un numero valido, il pellet può danneggiarsi durante il trasporto o prendere umidità in magazzino, e un valore conforme alla classe A1 può essere vicino al limite o rispettarlo con ampio margine. Come valutiamo queste differenze lo spieghiamo nella metodologia.
Domande frequenti
ENplus A1 e DINplus sono la stessa cosa?
Entrambi i marchi riguardano il pellet di classe A1 basata sulla norma ISO 17225-2, ma si tratta di schemi di certificazione diversi. ENplus prevede tre classi (A1, A2, B) e copre l'intera filiera, produttori e distributori. DINplus è una certificazione di prodotto per la sola classe A1, gestita da DIN CERTCO (gruppo TÜV Rheinland), con un'ispezione annuale della produzione. Finora abbiamo confermato solo in parte i valori dettagliati di DINplus.
Un certificato FSC o PEFC significa che il pellet è buono?
No. FSC, PEFC e SBP attestano l'origine del legno e la catena di custodia, non i parametri del combustibile. Sulla qualità del pellet come combustibile informano ENplus, DINplus o i risultati di analisi secondo ISO 17225-2. Un pellet può avere la certificazione FSC e allo stesso tempo molte ceneri, e viceversa.
Come si verifica se un certificato ENplus è valido?
Leggere il numero ENplus ID sul sigillo sul fronte del sacco (codice del Paese e tre cifre), cercarlo nella banca dati dei produttori o dei distributori su enplus-pellets.eu e controllare che lo stato sia «Active». Confrontare nome e indirizzo sul sacco con i dati della banca dati e verificare nell'app ENplus che il modello di sacco sia registrato. Una copia del certificato non è una prova sufficiente.
Il pellet venduto in Polonia deve essere certificato?
Il regolamento del Ministro del Clima e dell'Ambiente polacco dell'8 maggio 2025 (Dz.U. 2025 poz. 618) stabilisce i requisiti minimi di qualità per pellet e bricchetti venduti alle famiglie e agli impianti di potenza inferiore a 1 MW. Si tratta di requisiti di legge, non di un certificato. ENplus e DINplus sono schemi di certificazione volontari che vanno oltre la normativa: tra l'altro comprendono metalli pesanti, temperatura di deformazione delle ceneri e controlli regolari.
- [1]
European Pellet Council / Bioenergy Europe, DEPIapprovato il 18/06/2025, in vigore dal 01/01/2026Schema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
Allegato A, tabella 4 (valori limite) e tabella 5 (materia prima). Limiti identici a quelli della 1ª edizione; il metodo di determinazione dei fini è passato alla ISO 5370.
- [2]
European Pellet Council / Bioenergy Europe, DEPIin vigore dal 01/01/2026Schema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
Punto 7.2.3, tabella 3 — indicazioni obbligatorie sul sacco.
- [3]
ENplus® — database dei produttori certificati (Producer database) (si apre in una nuova scheda)
European Pellet CouncilRegistroconsultato il: 11/09/2026
Ricerca per nome, Paese e stato (attivo / sospeso / cessato). I produttori hanno numeri da XX 001 a 299.
- [4]
ENplus® — database dei distributori certificati (Trader database) (si apre in una nuova scheda)
European Pellet CouncilRegistroconsultato il: 11/09/2026
I distributori hanno numeri da XX 301 a 899; i fornitori di servizi da XX 901 SP a 999 SP.
- [5]
ENplus® — informazioni per i consumatori (si apre in una nuova scheda)
European Pellet CouncilSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
- [6]
ENplus® Fraud Management — gestione degli abusi del marchio (si apre in una nuova scheda)
European Pellet CouncilSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
Oltre 1.500 casi di abuso del marchio dal 2014; circa il 20% riguarda false diciture ENplus sui sacchi, il 14% certificati contraffatti.
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ENplus® — lista nera (Blacklists) (si apre in una nuova scheda)
European Pellet CouncilRegistroconsultato il: 11/09/2026
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European Pellet CouncilRegistroconsultato il: 11/09/2026
Organismi di certificazione: accreditamento ISO/IEC 17065; organismi di prova: ISO/IEC 17025.
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ENplus® — partner nazionali (National Licensers) (si apre in una nuova scheda)
European Pellet CouncilSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
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ENplus suspends all certified companies in Belarus and Russia (si apre in una nuova scheda)
Bioenergy International16/03/2022Organizzazione di settoreconsultato il: 11/09/2026
Sospensione di tutte le aziende certificate in Russia e Bielorussia a partire dal 15/04/2022.
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ISO / TC 2382ª edizione, 2021-05Norma documento a pagamentoconsultato il: 11/09/2026
L’anteprima ufficiale della norma conferma l’edizione e le modifiche introdotte. I singoli valori ISO sono stati confrontati con il progetto FDIS (vedi la fonte dedicata).
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ISO / AIEL2020Norma da verificareconsultato il: 11/09/2026
Valori tratti dal progetto FDIS; prima di pubblicare i valori ISO esatti occorre confermarli su una copia acquistata della norma.
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ISO / TC 2382021Norma documento a pagamentoconsultato il: 11/09/2026
Classificazione dell'origine della materia prima (ad es. 1.1.3 legno di tronco, 1.2.1 residui dell'industria del legno).
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Holzforschung AustriaSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
DINplus è la certificazione di DIN CERTCO (gruppo TÜV Rheinland) per la classe A1 secondo DIN EN ISO 17225-2, con ispezione annuale e controllo interno.
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Certification Scheme „Wood Pellets Class A1 – DINplus” (si apre in una nuova scheda)
DIN CERTCOSchema di certificazione da verificareconsultato il: 11/09/2026
Documento non accessibile al momento della verifica; i valori (tra cui durabilità ≥ 98,0% e fini ≤ 0,5% nei sacchi) sono stati confermati indirettamente.
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DIN CERTCO — database dei certificati (si apre in una nuova scheda)
DIN CERTCO / TÜV RheinlandRegistro da verificareconsultato il: 11/09/2026
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FSC Chain of Custody certification (si apre in una nuova scheda)
Forest Stewardship CouncilSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
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FSC Public Certificate Search (si apre in una nuova scheda)
Forest Stewardship CouncilRegistroconsultato il: 11/09/2026
Il nuovo motore di ricerca search.fsc.org è in versione beta; FSC ne annuncia l'avvio completo nel 2026.
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PEFC Chain of Custody certification (si apre in una nuova scheda)
PEFC UKSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
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PEFC — Find certified (motore di ricerca dei certificati) (si apre in una nuova scheda)
PEFC InternationalRegistroconsultato il: 11/09/2026
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Sustainable Biomass Program (SBP) — certificate holders (si apre in una nuova scheda)
SBPSchema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026
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Minister Klimatu i Środowiskain vigore dal 24/05/2025Atto normativoconsultato il: 11/09/2026
Riguarda pellet e bricchetti per le utenze domestiche e gli impianti di potenza inferiore a 1 MW.
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Nowe wymagania jakościowe dla brykietu i peletu (si apre in una nuova scheda)
Ministerstwo Klimatu i Środowiska (gov.pl)Atto normativoconsultato il: 11/09/2026
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Environmental Science and Pollution Research 31:33942–339592024Fonte scientificaconsultato il: 11/09/2026
30 campioni di pellet dal mercato polacco; 10 non hanno soddisfatto i requisiti di durabilità e/o di contenuto di fini.
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Polska Rada Pelletu przedłużyła statut NPA (si apre in una nuova scheda)
Polska Rada Pelletu11/09/2020Organizzazione di settore da verificareconsultato il: 11/09/2026
Stato attuale dell'associazione nello schema ENplus non confermato.
I contenuti sono un'elaborazione redazionale basata sui documenti indicati. I valori limite vanno sempre confermati nell'edizione vigente della norma o del documento dello schema di certificazione.
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