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Dimensioni del pellet

Dimensioni del pellet: diametro e lunghezza

Diametro e lunghezza dei granuli influiscono sullo scorrimento nel serbatoio, sul dosaggio della coclea e sulla velocità di accensione nel bruciatore.

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Diametro: 6 o 8 mm

ENplus prevede per tutte le classi due diametri: 6 ± 1 mm e 8 ± 1 mm, misurati sul tal quale secondo la ISO 17829[1]. Gli stessi diametri sono ammessi dal regolamento polacco per il pellet A1 e A2[36]. Nella norma il diametro si indica con il simbolo della classe dimensionale, ad esempio D06 (Designazione della classe di diametro nella norma ISO 17225-2: D06 indica un pellet con diametro di 6 ± 1 mm, D08 di 8 ± 1 mm.) o D08[12].

Nelle caldaie e nelle stufe domestiche lo standard è il pellet da 6 mm. Il diametro va scelto in base all'apparecchio: decide il manuale del costruttore della caldaia, non il prezzo o la disponibilità. Sul sacco ENplus il diametro deve essere indicato esplicitamente («6 mm» o «8 mm»), e ogni diametro richiede un modello di sacco separato e approvato[2].

Lunghezza dei pellet

In ENplus la lunghezza dei pellet deve essere compresa nell'intervallo 3,15–40 mm. Inoltre al massimo l'1% in massa dei pellet può superare i 40 mm, e nessun pellet può superare i 45 mm[1]. Il regolamento polacco indica l'intervallo 3,15–40 mm[36].

Qui ENplus è più severo della norma: il progetto ISO 17225-2 ammette una lunghezza massima di 45 mm nella classe A1, ma di 50 mm nelle classi A2 e B, anch'essa con la condizione che al massimo l'1% superi i 40 mm[12],[1]Dati da verificare: I valori ISO sono stati ricavati dal progetto FDIS 17225-2; vanno confermati nella norma pubblicata ISO 17225-2:2021..

Dimensioni dei pellet: requisiti
ParametroENplus A1, A2, BDz.U. 2025 poz. 618ISO 17225-2 (FDIS)
Diametro6 ± 1 o 8 ± 1 mm6 ± 1 o 8 ± 1 mmD06 o D08
Lunghezza3,15–40 mm3,15–40 mmnon specificato (progetto FDIS)
Pellet più lunghi di 40 mmmax 1% in massa—max 1%
Lunghezza massima45 mm—A1: 45 mm; A2, B: 50 mm
Quota di pellet < 10 mmindicare valore e categoria L/M/S——

Fonti: ENplus ST 1001:2022 (2ª ed.), tabella 4 e note[1]; Dz.U. 2025 poz. 618[36]; ISO 17225-2 — valori dal progetto FDIS[12]. «—» indica che l'elenco dei requisiti del documento non contiene questa voce.

Quota di pellet più corti di 10 mm

ENplus richiede che il produttore indichi la quota di pellet più corti di 10 mm, sia con il valore esatto sia con la categoria[1]:

  • L: meno del 20% di pellet più corti di 10 mm (pellet «lungo»);
  • M: dal 20 al 30%;
  • S: più del 30% (pellet «corto»).

Non è un limite, ma un'informazione obbligatoria. Permette di scegliere il combustibile adatto all'apparecchio e di confrontare le forniture successive: se il pellet dello stesso produttore cambia categoria, cambia anche il modo in cui la coclea lo dosa.

Perché la lunghezza conta

  • Coclea e serbatoio. I pellet molto lunghi scorrono peggio, possono incastrarsi nella coclea e nei passaggi tra serbatoio e alimentazione, e nel serbatoio formano più facilmente dei ponti (Volta di pellet incastrati sopra l'uscita del serbatoio, sotto la quale si crea un vuoto: il combustibile smette di scendere verso la coclea.). Per questo ENplus fissa una lunghezza massima di 45 mm.
  • Dosaggio. I pellet corti si dispongono in modo più compatto di quelli lunghi, quindi nello stesso volume ce ne sono di più. Se cambia la proporzione tra pellet corti e lunghi, cambiano la massa volumica apparente e la quantità di energia in ogni porzione trasportata dalla coclea.
  • Accensione e combustione. I pellet più corti hanno una superficie maggiore in rapporto alla massa, quindi si scaldano e si accendono più in fretta. I pellet molto lunghi possono disporsi nel bruciatore in modo irregolare e bruciare in modo meno uniforme.
  • Indicatore di qualità. Un'alta quota di pellet molto corti e di briciole può derivare dalla rottura del pellet durante il trasporto: in quel caso conviene guardare la durabilità meccanica e i fini.

Come si misurano le dimensioni (ISO 17829)

Il metodo di determinazione della lunghezza e del diametro dei pellet è descritto nella norma ISO 17829, la cui edizione attuale è del 2025[21]. I pellet si misurano uno per uno, e il risultato descrive la distribuzione delle lunghezze nel campione.

Per determinare la quota di pellet più corti di 10 mm, ENplus richiede di misurare 100 pellet dopo aver vagliato il campione su un setaccio da 5,6 mm, mentre la norma ISO 17829 raccomanda 50 pellet[1]. La vagliatura separa i pellet dalle briciole, che si valutano a parte come fini.

Dimensioni sul sacco e nel rapporto

Sul sacco di pellet ENplus deve comparire il diametro («6 mm» o «8 mm»), e per ogni diametro il produttore deve avere un modello di sacco separato, approvato dal gestore dello schema e pubblicato sul sito ENplus[2]. Le altre proprietà del combustibile, lunghezza compresa, sono un'informazione facoltativa sul sacco. Se il produttore le indica, devono corrispondere ai valori limite ENplus o essere più restrittive e supportate da risultati di analisi[2].

Un'informazione più completa sulle dimensioni la fornisce il rapporto di prova. Conviene verificarvi:

  • diametro e distribuzione delle lunghezze dei pellet determinati secondo la ISO 17829[21];
  • quota di pellet più corti di 10 mm con la categoria L, M o S[1];
  • quota di pellet più lunghi di 40 mm e l'indicazione che nessun pellet supera i 45 mm[1].

Se la caldaia funzionava bene con un combustibile e, dopo il cambio di fornitore, ha cominciato ad alimentarsi o ad accendersi peggio, conviene confrontare la categoria di lunghezza dei due prodotti. Spesso è una spiegazione più semplice di una «qualità peggiore», e più facile da correggere con le regolazioni.

Domande frequenti

Quale pellet scegliere: 6 mm o 8 mm?

Quello previsto dal costruttore della caldaia o della stufa. Negli apparecchi domestici lo standard è 6 mm. Il diametro di 8 mm è ammesso da ENplus e dal regolamento polacco, ma non tutti i bruciatori e i sistemi di alimentazione sono adatti.

Un pellet corto è peggiore?

Non necessariamente sul piano qualitativo, ma si dosa in modo diverso: i pellet corti si dispongono in modo più compatto, quindi nello stesso volume c'è più combustibile. Un'alta quota di pellet molto corti può anche essere il segnale che il pellet si rompe. ENplus richiede di indicare la quota di pellet più corti di 10 mm e la categoria L, M o S.

  1. [1]

    ENplus® ST 1001:2022 — ENplus® wood pellets – Requirements for companies (2ª edizione) (si apre in una nuova scheda)

    European Pellet Council / Bioenergy Europe, DEPIapprovato il 18/06/2025, in vigore dal 01/01/2026Schema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026

    Allegato A, tabella 4 (valori limite) e tabella 5 (materia prima). Limiti identici a quelli della 1ª edizione; il metodo di determinazione dei fini è passato alla ISO 5370.

  2. [2]

    ENplus® ST 1003:2022 — Usage of the ENplus® trademarks – Requirements (2ª edizione) (si apre in una nuova scheda)

    European Pellet Council / Bioenergy Europe, DEPIin vigore dal 01/01/2026Schema di certificazioneconsultato il: 11/09/2026

    Punto 7.2.3, tabella 3 — indicazioni obbligatorie sul sacco.

  3. [12]

    ISO/FDIS 17225-2 — progetto finale della norma (testo reso disponibile da AIEL) (si apre in una nuova scheda)

    ISO / AIEL2020Norma da verificareconsultato il: 11/09/2026

    Valori tratti dal progetto FDIS; prima di pubblicare i valori ISO esatti occorre confermarli su una copia acquistata della norma.

  4. [21]
  5. [36]

    Rozporządzenie Ministra Klimatu i Środowiska z dnia 8 maja 2025 r. w sprawie wymagań jakościowych dla biomasy pozyskanej z drzew i krzewów… w postaci brykietu lub peletu (Dz.U. 2025 poz. 618) (si apre in una nuova scheda)

    Minister Klimatu i Środowiskain vigore dal 24/05/2025Atto normativoconsultato il: 11/09/2026

    Riguarda pellet e bricchetti per le utenze domestiche e gli impianti di potenza inferiore a 1 MW.

I contenuti sono un'elaborazione redazionale basata sui documenti indicati. I valori limite vanno sempre confermati nell'edizione vigente della norma o del documento dello schema di certificazione.

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